È un dispositivo usato, controllato e ripristinato in laboratorio: display, batteria, rete e funzioni principali vengono testati prima della vendita. Non è un telefono “nuovo di fabbrica”, ma è pronto all’uso e coperto da garanzia.
Quanto dura la garanzia?
Sui dispositivi ricondizionati Lombardo Shop la garanzia è di 12 mesi. L’assistenza è gestita dal laboratorio di Trecastagni (Catania).
Cosa significano i gradi A, A/B e B?
Indicano solo l’aspetto estetico. Il funzionamento è testato in ogni caso. Grado A: segni minimi. A/B: usura leggera. B: segni più evidenti, spesso al miglior prezzo.
Come funzionano spedizione e reso?
Spediamo in tutta Italia con consegna tipica in 48 ore. Hai 14 giorni di diritto di recesso secondo le condizioni indicate nelle pagine Spedizione e Reso.
Spedizione e reso
Consegna in Italia e reso semplice
Spedizione tipica in 48 ore e 14 giorni di diritto di recesso.
Da oggi, 16 ottobre alle 14:00, i preordini di iPhone Duo sono aperti su apple.com e sull'app Apple Store. Il dispositivo parte da 2.369 euro in Italia una cifra che chiaramente non è per tutti, ma è giusto sottolineare che il mercato dei pieghevoli non è mai stato "popolare": nemmeno Samsung, giunta alla sua ottava serie, è riuscita in questa impresa, quindi avvicinarsi al primo modello di Apple giudicandolo solo per il prezzo sarebbe quantomeno esagerato. Vediamo quindi di capire cosa mette sul piatto la casa di Cupertino, e cosa no, in attesa ovviamente di toccarlo con mano. Da aperto, iPhone Duo ha una diagonale interna di 7,58 pollici, ovvero il 50% in più rispetto all'iPhone 18 Pro Max. Da chiuso, il display esterno misura 5,36 pollici e copre il 90% della superficie dell'iPhone 18 Pro: in pratica, chiuso in mano, sembra quasi un iPhone normale. La cerniera di precisione è uno dei punti su cui Apple insiste di più, e ha senso: è il componente più delicato di qualsiasi pieghevole. La resistenza IP68 (fino a 6 metri per 30 minuti) è confermata, anche se Apple precisa che non è permanente e può degradarsi con l'usura. Niente di nuovo rispetto agli altri iPhone, ma vale la pena ricordarlo. I colori disponibili al lancio sono solo due: bianco stellare e cielo notturno, entrambi ritratti qui sotto. Non ci aspettavamo certo colorazioni fancy, ma credevamo che gli hero color dei recenti iPhone Pro potessero essere portati anche sul Duo, mentre Apple è andata sul classico, almeno per ora. Il sistema fotografico è composto da una fotocamera principale Fusion da 48 megapixel con teleobiettivo 2x integrato, un ultra-grandangolo Fusion da 48 megapixel con modalità macro, e una fotocamera frontale Center Stage che ruota automaticamente per seguire il soggetto, eliminando la nec
John Ternus e Greg Joswiak spiegano perché Apple ha aspettato per iPhone Duo e quale strategia sta seguendo con Apple Intelligence e Siri AI.
Samsung chiama il suo sistema operativo One UI da anni, e nel tempo lo ha trasformato parecchio: nuovi design, opzioni di personalizzazione, e più di recente una lunga lista di funzioni Galaxy AI. Ma secondo un rumor circolato nelle ultime ore, il prossimo grande aggiornamento potrebbe portare con sé anche un nuovo nome. La fonte è l'utente X Phonefuturist, che sostiene che Samsung stia lavorando a qualcosa chiamato Galaxy OS. Attenzione però: si tratta dei primi leak in merito, ancora non sono emerse seconde conferme. Prendetelo con la dovuta cautela. Stando al rumor, Samsung starebbe rafforzando la collaborazione con Google e lavorando a un'integrazione dell'intelligenza artificiale molto più profonda rispetto a quella attuale. Si parla anche di possibili partnership con servizi di terze parti, alcuni dei quali potrebbero essere a pagamento, anche se i dettagli restano vaghi.La parte più interessante riguarda cosa significherebbe "integrazione AI più profonda" in pratica. Oggi Galaxy AI offre già funzioni sparse tra le varie app, ma l'idea sarebbe quella di renderle molto più fluide: invece di aprire tre app diverse per trovare una foto, modificarla e condividerla, potreste farlo con un'unica richiesta. Non è qualcosa che il leaker ha specificato, ma è il tipo di salto qualitativo a cui questo tipo di aggiornamenti punta.C'è però un punto che crea un po' di confusione: quando qualcuno ha chiesto direttamente a Phonefuturist se Samsung stesse per abbandonare il nome One UI, la risposta è stata no. Secondo il tipster, le sue fonti usano il nome Galaxy OS internamente, ma il brand One UI potrebbe restare. L'aggiornamento in questione sarebbe One UI 10, atteso in concomitanza con il lancio della serie Galaxy S27.Quindi: cambio di nome definitivo, nome interno usato solo n
L'aggiornamento One UI 9 basato su Android 17 continua ad espandersi e oggi tocca un gruppo di dispositivi che molti utenti Samsung stavano aspettando con impazienza. Dopo la prima ondata di aggiornamenti della settimana scorsa, che aveva già raggiunto una dozzina di Galaxy, altri otto dispositivi entrano ufficialmente nella lista. Tra i nuovi arrivi ci sono il Galaxy S23 (e tutta la sua famiglia) e il Galaxy Z Fold 5, oltre ad alcuni modelli della serie Galaxy A già aggiornati in precedenza. Come di consueto, il rollout parte dalla Corea del Sud e, per i Galaxy S23, inizia da chi aveva già partecipato al programma beta. L'espansione agli altri mercati e agli utenti non beta di solito avviene nel giro di uno o due giorni, secondo quanto riferito anche da 9to5Google. Vi ricordiamo, però, che per il Galaxy S23 questo sarà l'ultimo aggiornamento major: dopo One UI 9, il dispositivo riceverà solo patch di sicurezza periodiche, senza ulteriori salti di versione Android. Se avete ancora un S23 in mano, è il momento di godersi questa novità sapendo che sarà l'ultima del suo genere.L'articolo One UI 9 con Android 17 arriva su Galaxy S23 e Z Fold 5: sarà l'ultimo major update sembra essere il primo su Smartworld.
A pochi giorni dall’apertura dei preordini arrivano i primi benchmark di iPhone Duo, e i risultati sembrano confermare che il nuovo dispositivo non comporterà particolari sacrifici sul fronte della potenza. Un esemplare identificato come iPhone19,4 è infatti comparso su Geekbench 7, ottenendo 3.986 punti in single-core e 11.067 punti in multi-core, valori sostanzialmente in linea con quelli registrati da iPhone 18 Pro e iPhone 18 Pro Max. Il risultato non sorprende troppo considerando che iPhone Duo utilizza lo stesso A20 Pro realizzato a 2 nanometri presente sui modelli Pro. Il benchmark conferma una CPU a 6 core con frequenza fino a 4,93 GHz e rileva circa 11,3 GB di memoria disponibile, confermando quindi la presenza di 12 GB di RAM. Anche la GPU è la stessa configurazione a 7 core della famiglia iPhone 18 Pro. Apple dichiara per A20 Pro una CPU fino al 20% più veloce rispetto ad A19 Pro e una GPU fino al 40% più veloce, insieme a una banda di memoria superiore del 50%. Il primo test pubblicato riguarda però soltanto la CPU, quindi sarà necessario aspettare ulteriori benchmark per avere un quadro più completo delle prestazioni grafiche. Il fatto che Duo e iPhone 18 Pro utilizzino lo stesso chip non significa necessariamente che si comporteranno sempre allo stesso modo. Il formato pieghevole obbliga Apple a gestire componenti, batteria e dissipazione all’interno di una struttura molto diversa, mentre il dispositivo deve anche gestire contemporaneamente un display interno da 7,6 pollici e quello esterno. Apple ha comunque sviluppato per Duo una camera di vapore dedicata, collegando direttamente A20 Pro al sistema di dissipazione. Secondo l’azienda, questa soluzione è stata progettata proprio per mantenere elevate le prestazioni durante multitasking, gaming ad alto fram
Apple Watch e Android: due mondi che Apple ha sempre tenuto separati con cura quasi maniacale. L'Apple Watch può essere abbinato solo a un iPhone, e non è un limite tecnico superabile con qualche trucco da impostazioni. Eppure, uno sviluppatore ha trovato un modo per aggirare questa restrizione, e il risultato è più interessante di quanto ci aspettassimo, anche se con qualche asterisco importante. Il progetto si chiama Apple Watch Companion ed è open source: permette di abbinare e attivare un Apple Watch direttamente da Android, senza nemmeno dover passare da un iPhone per la configurazione iniziale. Questo è il punto che lo distingue davvero dalle soluzioni simili già viste in passato.Perché è importante la parte dell'attivazione senza iPhone? Perché alcune soluzioni sviluppate da produttori cinesi come HUAWEI e vivo avevano già provato a rendere i loro smartphone compatibili con Apple Watch, ma richiedevano comunque un iPhone per il setup iniziale. Apple Watch Companion elimina questo passaggio, rendendo l'intero processo indipendente dall'ecosistema Apple.Una volta abbinato, il progetto offre alcune funzioni di base: verifica della batteria, gestione dei quadranti e accesso a certe impostazioni. Non è molto, ma è già qualcosa di concreto. Le funzioni più importanti, come le chiamate e l'integrazione con i dati salute, sono ancora incomplete o del tutto assenti.Arriviamo però ai veri limiti, che sono significativi. Per far funzionare Apple Watch Companion serve un Android con root tramite Magisk, e lo sviluppatore ha verificato il tutto solo su un OnePlus 13 con un Apple Watch Ultra 2 che gira su watchOS 26.2. Fuori da questa combinazione specifica, nessuna garanzia.Siamo insomma lontani dall'universalità che renderebbe il progetto davvero allettante, ma almeno è un p