È un dispositivo usato, controllato e ripristinato in laboratorio: display, batteria, rete e funzioni principali vengono testati prima della vendita. Non è un telefono “nuovo di fabbrica”, ma è pronto all’uso e coperto da garanzia.
Quanto dura la garanzia?
Sui dispositivi ricondizionati Lombardo Shop la garanzia è di 12 mesi. L’assistenza è gestita dal laboratorio di Trecastagni (Catania).
Cosa significano i gradi A, A/B e B?
Indicano solo l’aspetto estetico. Il funzionamento è testato in ogni caso. Grado A: segni minimi. A/B: usura leggera. B: segni più evidenti, spesso al miglior prezzo.
Come funzionano spedizione e reso?
Spediamo in tutta Italia con consegna tipica in 48 ore. Hai 14 giorni di diritto di recesso secondo le condizioni indicate nelle pagine Spedizione e Reso.
Spedizione e reso
Consegna in Italia e reso semplice
Spedizione tipica in 48 ore e 14 giorni di diritto di recesso.
La rivista Time ha inserito Galaxy S26 Ultra nella sua lista delle migliori invenzioni del 2026 per il Privacy Display, ovvero lo schermo che blocca la visuale a chi ci sta accanto.Samsung ha integrato questa funzione direttamente nel pannello, senza aggiungere strati o compromettere l'estetica del telefono, e la cosa bella è che non si limita a oscurare l'intero schermo agli sguardi laterali. La parte più interessante è che funziona in modo selettivo: può nascondere solo alcune porzioni dello schermo, come il PIN che stai digitando o le notifiche che scendono dall'alto, lasciando visibile il resto. Nella lista di Time compare anche una citazione del vicepresidente senior di Samsung per la gestione dei prodotti mobile, che sottolinea proprio la flessibilità di questa implementazione rispetto alle soluzioni tradizionali. Non è tutto rose e fiori, però: come abbiamo già avuto modo di notare, il Privacy Display può essere inconsistente in alcune condizioni di luce e a volte alcuni elementi dello schermo appaiono leggermente alterati. Non è un difetto grave, ma vale la pena saperlo prima di affidarsi ciecamente alla funzione in situazioni critiche. Anche Xiaomi ha la sua versione di questa tecnologia: se vi interessa capire le differenze, Xiaomi ha spiegato come funziona il suo Privacy Display e perché sarebbe migliore del Galaxy S26 Ultra. Per quanto riguarda il modello successivo, per l'appunto il prossimo Galaxy S27, i rumor suggeriscono che il Privacy Display potrebbe arrivare anche sui modelli Pro e Ultra della prossima generazione, ma per ora non ci sono conferme ufficiali. Samsung dovrebbe presentare i nuovi dispositivi all'inizio del 2027, quindi l'attesa non è lunghissima. Nel frattempo, chi è curioso di sapere cosa bolle in pentola, può dare un'occhiata ai prezzi
iPhone Duo è probabilmente il prodotto Apple più complesso degli ultimi anni e persino realizzare una semplice custodia sembra aver richiesto qualche soluzione insolita. Le prime unità della custodia ufficiale per iPhone Duo sono infatti già arrivate nelle mani di alcuni utenti e hanno rivelato un dettaglio che Apple non aveva pubblicizzato: per rimanere saldamente attaccata al dispositivo utilizza delle strisce adesive. Esatto, non magneti, incastri particolarmente sofisticati o un nuovo meccanismo proprietario: almeno per una parte della custodia, bisogna togliere una pellicola protettiva e premere il case sull’iPhone. La spiegazione è nella forma stessa di iPhone Duo, per questo la custodia ufficiale è composta da due elementi separati, uno destinato alla parte posteriore con il comparto fotografico e l’altro alla metà anteriore che circonda il display esterno. Secondo le istruzioni presenti all’interno della confezione, bisogna rimuovere la protezione dalle strisce adesive posizionate lungo i bordi interni, applicare entrambe le parti al telefono e premere per assicurare una corretta adesione. È una soluzione già vista su diverse custodie per smartphone pieghevoli, soprattutto perché il bordo attorno allo schermo esterno può essere troppo sottile per permettere a un normale case di agganciarsi in modo stabile. Apple si trova quindi davanti agli stessi compromessi che altri produttori affrontano da anni nel mondo dei foldable. Ricordiamo che la custodia è realizzata in policarbonato ed è disponibile nei colori Sabbia e Blu marino, inoltre protegge il retro del dispositivo, compresa l’area intorno alle fotocamere, e la parte frontale che circonda lo schermo esterno. Quando iPhone Duo viene aperto, però, il grande display interno rimane completamente esposto (ed era di
Uno smartphone quadrato con fotocamera ribaltabile non è già di per sé una cosa che capita tutti i giorni. Ma l'Ikko MindOne Pro fa un passo in più: esiste una cover con tastiera fisica che lo trasforma in qualcosa di molto simile a un BlackBerry con Android. L'avevamo già recensito mesi fa, ma questa configurazione "ibrida" non era ancora disponibile, e meritava un capitolo a parte. Nel nostro video trovate tutto quello che c'è da sapere, comprese le parti in cui le cose non vanno esattamente come sperato. Prima di entrare nel dettaglio della tastiera, vale la pena ricordare cosa gira sotto: un chip MediaTek 8781 a 6 nanometri, 8 GB di RAM, 256 GB di storage UFS 2.1, connettività 4G con NFC, una fotocamera singola da 50 megapixel ribaltabile che funge anche da selfie cam, e un display AMOLED quadrato da 4,02 pollici a 90 Hz. Il tutto certificato IP54, con lettore di impronte nel tasto di accensione e persino un emettitore a infrarossi. Il punto dolente storico resta la batteria da soli 2.200 mAh, piccola per definizione.A distanza di mesi dal lancio, il software ha ricevuto diversi aggiornamenti. La regolazione automatica della luminosità è migliorata sensibilmente, cosa che nella versione originale non ci aveva convinto per niente. Sono arrivate anche due nuove funzioni: un toggle che modifica al volo i DPI di sistema, utile per le app che su uno schermo quadrato rendono male e richiedono troppo scorrimento, e un'interfaccia ridisegnata per il sistema di intelligenza artificiale integrato, che ora si avvia più velocemente e include un aggregatore di notizie in formato podcast, note, traduttore e una chat per modelli AI personalizzati. È una funzionalità di nicchia, lo ammettiamo, e probabilmente la userete di rado, ma il passaggio tra i due "sistemi" è abbastanza rapi
Apple definisce “straordinaria” la domanda di iPhone Duo, ma le consegne slittano fino al 2027. Il successo iniziale mette in luce un problema.
Se usate Link to Windows per collegare il vostro Android al PC, c'è una novità che aspettavate probabilmente da tempo: l'app sta ricevendo la possibilità di spegnere, riavviare o mettere in standby il computer direttamente dallo smartphone, senza doversi alzare dalla sedia. La funzione è in distribuzione tramite la versione beta 1.26101.103.0 dell'app, come riferito da Android Authority. Non è ancora stabile per tutti, ma il rollout è partito. In pratica, il vecchio pulsante "Blocca PC" è stato sostituito da un tasto chiamato semplicemente "Power". Toccandolo si apre un menu con quattro opzioni: blocco schermo, standby, spegnimento e riavvio. Niente di rivoluzionario sulla carta, ma chi usa Link to Windows quotidianamente sa quanto mancasse qualcosa del genere.L'app mostra anche degli avvisi prima di procedere: se state per spegnere o riavviare, vi avverte che potreste perdere dati non salvati. Nel caso dello standby, il messaggio è leggermente diverso e ricorda che per risvegliare il PC dovrete essere fisicamente vicini alla macchina, il che è ovvio ma utile da ricordare se siete in un'altra stanza.C'è anche un'opzione interessante per chi ha aggiornamenti di Windows in sospeso: prima di spegnere o riavviare, l'app offre la possibilità di completare gli aggiornamenti pendenti, chiudendo tutte le app aperte e portando a termine l'installazione. Una comodità non da poco, soprattutto per chi gestisce il PC da remoto e non vuole trovare la macchina bloccata su una schermata di aggiornamento.Tecnicamente, Windows offre già strumenti come il Desktop Remoto per fare queste cose, ma integrarle direttamente in Link to Windows ha senso per chi usa già l'app come hub principale per gestire telefonate, messaggi e trasferimento file tra telefono e PC. Meno app aperte, meno passaggi
Google Translate per Android sta ricevendo in questi giorni un redesign importante, quello che era stato avvistato per la prima volta a luglio e che ora sta finalmente raggiungendo i dispositivi reali. Non è ancora disponibile per tutti, ma il rollout è partito e le novità sono abbastanza evidenti da meritare attenzione.La versione che sta girando è la 10.39.34.99, e chi la riceve si ritrova davanti a un'app che visivamente assomiglia molto ad altre app Google come Google Traduttore in modalità avanzata, Google Foto e Lens: stessa barra in basso, stesso linguaggio visivo, stesso blu dominante che ormai contraddistingue il Play Store. La modifica più evidente riguarda il campo di testo principale: nella versione avvistata a luglio era relativamente piccolo, posizionato tra il selettore della lingua e la barra inferiore. Ora è cresciuto in modo significativo, occupando molto più spazio nella schermata. L'idea è chiara: mettere la traduzione al centro dell'esperienza, senza distrazioni. Questa scelta, però, ha un costo pratico: i collegamenti rapidi contestuali, quelli che permettevano di saltare direttamente a funzioni come "Pratica spagnolo di oggi" o "Riprendi la conversazione", non trovano più spazio sufficiente e spariscono dalla schermata principale. Chi usava quelle scorciatoie dovrà adattarsi. Cambia anche la gestione di alcune funzioni secondarie: il pulsante con i tre puntini, che prima raccoglieva il selettore del modello di traduzione e l'opzione per la scrittura a mano, è stato eliminato. La scrittura a mano è ora accessibile direttamente dalla casella di testo, accanto a un'icona del microfono leggermente ridisegnata, mentre il tasto "Incolla" si è spostato a sinistra. Piccoli spostamenti, ma chi usa l'app spesso dovrà riallenare la memoria muscolare. Le altr